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Reazione al fuoco degli isolanti in FEF

01 Luglio 2026| 6

Reazione al fuoco degli isolanti in FEF: sicurezza, classificazione europea e ruolo nella marcatura CE

 

La sicurezza antincendio inizia dalla scelta dei materiali

Negli ultimi anni la sicurezza antincendio è diventata uno degli aspetti più importanti nella progettazione degli edifici. L'evoluzione delle normative europee, unita alla crescente attenzione verso la tutela delle persone e del patrimonio, ha modificato il modo in cui vengono selezionati i materiali da costruzione. Oggi un isolante termico non viene più valutato esclusivamente per le sue prestazioni energetiche, ma anche per il suo comportamento in caso di incendio.

Gli isolanti in FEF (Flexible Elastomeric Foam) sono ampiamente utilizzati negli impianti HVAC, di refrigerazione e nelle applicazioni industriali grazie alle loro elevate prestazioni di isolamento termico. Tuttavia, questi materiali rivestono tubazioni e canalizzazioni che percorrono l'intero edificio, attraversando locali tecnici, cavedi, controsoffitti, compartimenti antincendio e, molto spesso, anche le vie di esodo. Per questo motivo il loro comportamento durante un incendio rappresenta un elemento fondamentale della strategia complessiva di sicurezza.

La scelta di un materiale adeguato significa quindi trovare il giusto equilibrio tra efficienza energetica, durabilità, conformità normativa e sicurezza delle persone.

Perché il comportamento al fuoco è così importante

Quando si parla di incendi, si tende a immaginare immediatamente le fiamme come il principale pericolo. In realtà, nelle prime fasi di un incendio il rischio maggiore è spesso rappresentato dal fumo e dai gas di combustione, che riducono rapidamente la visibilità e rendono difficile orientarsi verso le uscite di emergenza.

In un edificio, pochi minuti possono fare la differenza tra un'evacuazione ordinata e una situazione di grave pericolo. Se il fumo invade rapidamente corridoi e vani scala, le persone possono perdere l'orientamento, rallentare l'evacuazione o non riuscire più a raggiungere le uscite in sicurezza. Allo stesso tempo, anche le operazioni delle squadre di soccorso diventano più complesse, aumentando i tempi di intervento.

Anche la propagazione dell'incendio costituisce un fattore determinante. Alcuni materiali possono contribuire in misura significativa allo sviluppo delle fiamme oppure rilasciare gocce o particelle incandescenti che, cadendo su altri materiali combustibili, possono provocare l'innesco di nuovi focolai.

Per questo motivo le moderne normative europee non si limitano a valutare se un materiale sia combustibile o meno, ma analizzano il suo comportamento complessivo durante l'esposizione al fuoco. È proprio questo il concetto alla base della reazione al fuoco.

L'importanza degli isolanti nelle vie di esodo

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la presenza degli isolanti lungo le vie di esodo.

Negli edifici moderni le tubazioni degli impianti di climatizzazione, refrigerazione, acqua tecnica e distribuzione energetica attraversano frequentemente corridoi, vani scala, atri e percorsi destinati all'evacuazione. Di conseguenza, anche il materiale isolante installato sulle tubazioni diventa parte integrante dell'ambiente in cui le persone devono transitare durante un'emergenza.

In queste aree è fondamentale che il materiale contribuisca il meno possibile allo sviluppo dell'incendio e che produca quantità contenute di fumo. Una produzione elevata di fumo può infatti compromettere rapidamente la visibilità lungo le vie di fuga, aumentando il tempo necessario per evacuare l'edificio e rendendo più difficoltoso il lavoro dei soccorritori.

Anche il rilascio di gocce o particelle incandescenti rappresenta un elemento di rischio.

È importante sottolineare che la scelta di un isolante con elevate prestazioni di reazione al fuoco non sostituisce gli altri sistemi di protezione antincendio, come compartimentazioni, impianti di rivelazione o sistemi di spegnimento. Tuttavia, costituisce uno dei numerosi elementi che concorrono alla strategia complessiva di sicurezza dell'edificio, contribuendo a mantenere condizioni più favorevoli durante le prime fasi dell'incendio.

Che cos'è realmente la reazione al fuoco?

Uno degli errori più frequenti consiste nel ritenere che la reazione al fuoco indichi semplicemente se un materiale "brucia" oppure no. In realtà il concetto è molto più ampio.

La reazione al fuoco descrive il comportamento di un materiale quando viene coinvolto nelle fasi iniziali di un incendio e misura il contributo che quel materiale può fornire allo sviluppo e alla propagazione delle fiamme.

Non si tratta quindi di una valutazione della resistenza del materiale al calore o della sua capacità di mantenere le proprie caratteristiche meccaniche nel tempo. La reazione al fuoco analizza invece come il materiale partecipa all'incendio una volta esposto a una sorgente di innesco.

Le prove di laboratorio prendono in considerazione tre aspetti principali:

  • il contributo allo sviluppo dell'incendio;
  • la produzione di fumo durante la combustione;
  • il rilascio di gocce o particelle incandescenti.

Questi tre parametri permettono di confrontare materiali differenti attraverso un sistema di classificazione armonizzato valido in tutta l'Unione Europea.

Come viene determinata la reazione al fuoco

La classificazione europea della reazione al fuoco è definita dalla norma EN 13501-1, che assegna le diverse classi sulla base di prove sperimentali standardizzate.

Poiché il comportamento al fuoco dipende anche dalla geometria del prodotto, i metodi di prova non sono identici per tutte le tipologie di isolante. Un tubo isolante e una lastra presentano infatti modalità di esposizione al fuoco completamente differenti e devono quindi essere valutati con procedure specifiche.

Le prove per le lastre isolanti

Per i prodotti piani, come le lastre in elastomero espanso, la prova principale è il Single Burning Item (SBI), definito dalla norma EN 13823.

Durante il test il campione viene installato in una configurazione ad angolo che riproduce il comportamento di un materiale applicato su una parete. Un bruciatore posto alla base genera un principio di incendio e una strumentazione dedicata misura diversi parametri, tra cui il calore sviluppato, la velocità di propagazione delle fiamme e la quantità di fumo prodotta.

A questa prova si affianca il test di ignitabilità previsto dalla norma EN ISO 11925-2, nel quale il materiale viene esposto direttamente a una piccola fiamma per verificare la facilità di innesco e la propagazione della combustione nelle prime fasi dell'incendio.

L'insieme dei risultati ottenuti da queste prove consente di attribuire la corretta classe di reazione al fuoco secondo la EN 13501-1.

Le prove per i tubi isolanti

Gli isolanti destinati alle tubazioni richiedono una metodologia differente.

La particolare geometria cilindrica e la presenza della tubazione influenzano infatti il comportamento del materiale durante un incendio e rendono inadeguato l'utilizzo delle stesse configurazioni previste per le lastre.

Per questo motivo la normativa europea prevede prove dedicate ai prodotti lineari (Linear Pipe Thermal Insulation Products), sviluppate per simulare il più fedelmente possibile le reali condizioni di installazione.

Anche in questo caso vengono valutati il contributo allo sviluppo dell'incendio, la produzione di fumo e il rilascio di gocce incandescenti. La differenza risiede nella configurazione della prova, progettata appositamente per i prodotti installati attorno alle tubazioni.

Da questa specifica metodologia deriva la presenza della lettera L nella classificazione, che identifica proprio i prodotti lineari. Quindi un prodotto isolante sotto forma di tubo può avere una classe BL-s2,d0  dove la presenza della L indica semplicemente “Linear” ovvero un prodotto con sviluppo lineare.

Come leggere la classificazione europea di reazione al fuoco

Per consentire a progettisti, installatori e utilizzatori di confrontare materiali differenti secondo criteri comuni, l'Unione Europea ha adottato il sistema di classificazione definito dalla norma EN 13501-1. Questa norma rappresenta oggi il riferimento per la valutazione della reazione al fuoco dei prodotti da costruzione e permette di esprimere, attraverso una sigla standardizzata, il comportamento di un materiale nelle prime fasi di un incendio.

La classificazione è composta da tre elementi principali, ciascuno dei quali descrive uno specifico aspetto del comportamento del materiale.

La classe principale

Il primo parametro è rappresentato da una lettera che identifica il contributo del materiale allo sviluppo dell'incendio.

Le classi previste sono:

  • A1: materiale non combustibile, che non contribuisce all'incendio.
  • A2: contributo estremamente limitato.
  • B: contributo molto limitato.
  • C: contributo limitato.
  • D: contributo significativo.
  • E: comportamento minimo verificato mediante prova di ignitabilità.
  • F: prestazione non determinata o non classificata.

Per gli isolanti elastomerici destinati agli impianti HVAC è comune trovare prodotti classificati in classe B, che rappresenta uno dei livelli più elevati ottenibili per questa tipologia di materiale.

È importante sottolineare che la classe principale non descrive da sola il comportamento complessivo del prodotto. Due materiali classificati entrambi in classe B possono infatti differire sensibilmente nella produzione di fumo o nel rilascio di gocce incandescenti.

Produzione di fumo

Il secondo parametro è identificato dalla lettera s (smoke).

Il fumo costituisce uno dei principali fattori di rischio durante un incendio. Oltre a poter contenere sostanze nocive derivanti dalla combustione, riduce rapidamente la visibilità e rende difficoltoso l'orientamento delle persone lungo le vie di fuga.

La classificazione distingue tre livelli:

  • s1: produzione di fumo molto limitata;
  • s2: produzione di fumo limitata;
  • s3: nessun limite prestazionale specifico previsto dalla norma.

Dal punto di vista della sicurezza, un valore inferiore rappresenta generalmente una prestazione migliore, poiché contribuisce a mantenere più favorevoli le condizioni di evacuazione.

Gocce e particelle incandescenti

L'ultimo parametro della classificazione è identificato dalla lettera d (droplets).

Durante la combustione alcuni materiali possono rilasciare gocce o frammenti incandescenti che, cadendo su altri elementi combustibili, possono provocare l'innesco di nuovi incendi.

La classificazione distingue:

  • d0: nessuna goccia o particella incandescente;
  • d1: rilascio limitato;
  • d2: rilascio non limitato oppure prestazione non conforme ai requisiti superiori.

Questo parametro assume particolare importanza negli ambienti caratterizzati dalla presenza di altri materiali combustibili o lungo percorsi dove la propagazione dell'incendio deve essere limitata il più possibile.

Un esempio pratico: come leggere una classificazione

Una delle classificazioni più frequenti negli isolanti elastomerici per tubazioni è BL-s2,d0.

Questa sigla può essere interpretata nel seguente modo:

  • B indica che il materiale fornisce un contributo molto limitato allo sviluppo dell'incendio.
  • L identifica un prodotto destinato all'isolamento di elementi lineari, come tubazioni e raccordi, classificato mediante le prove specifiche previste per questa categoria.
  • s2 indica una produzione di fumo limitata.
  • d0 certifica l'assenza di gocce o particelle incandescenti durante le prove.

Nel caso delle lastre la classificazione sarà invece, ad esempio, B-s2,d0 o B-s3,d0 (asseconda del tipo di prodotto), senza la lettera L, poiché il metodo di prova è specifico delle laste.

Per questo motivo è fondamentale leggere sempre la classificazione nella sua interezza e non limitarsi alla sola lettera iniziale.

La reazione al fuoco come prestazione essenziale della marcatura CE

Per gli isolanti termici in elastomero espanso la reazione al fuoco non rappresenta soltanto una caratteristica tecnica utile ai fini della progettazione, ma costituisce una prestazione essenziale ai sensi del Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR - Regolamento UE n. 305/2011).

Il CPR ha introdotto un sistema armonizzato a livello europeo con l'obiettivo di rendere confrontabili le prestazioni dei prodotti da costruzione commercializzati nei diversi Stati membri. La marcatura CE, infatti, non rappresenta un marchio di qualità né una certificazione di superiorità del prodotto: è la dichiarazione che il fabbricante ha determinato le prestazioni del proprio prodotto secondo le procedure previste dalle norme armonizzate europee.

Nel caso degli isolanti in FEF, la norma armonizzata di riferimento è la EN 14304, dedicata ai prodotti isolanti per impianti degli edifici e installazioni industriali.

Tra le prestazioni essenziali previste dalla norma rientrano, oltre alle caratteristiche termiche e dimensionali, anche la reazione al fuoco. Questo significa che il produttore non può dichiarare liberamente una classe, ma deve determinarla mediante prove eseguite secondo le norme europee applicabili.

Il valore ottenuto viene riportato nella Dichiarazione di Prestazione (Declaration of Performance - DoP), documento obbligatorio che accompagna il prodotto marcato CE e che consente a progettisti, direttori dei lavori, installatori e committenti di conoscere in modo trasparente le prestazioni dichiarate dal fabbricante.

La DoP costituisce quindi il principale strumento attraverso il quale il produttore comunica le caratteristiche essenziali del proprio prodotto e rappresenta il riferimento ufficiale per verificare la conformità ai requisiti progettuali e normativi.

Il ruolo del sistema AVCP

Per garantire l'affidabilità delle prestazioni dichiarate, il CPR prevede inoltre specifici sistemi di Valutazione e Verifica della Costanza della Prestazione (AVCP).

Il sistema applicabile dipende dal tipo di prodotto e dalla caratteristica da valutare. Nel caso della reazione al fuoco, le prove iniziali e i controlli previsti coinvolgono organismi notificati indipendenti, che verificano la corretta determinazione della prestazione secondo quanto stabilito dalle norme armonizzate.

Questo meccanismo, con il relativo Certificato di Costanza della Prestazione emesso dall’organismo notificato, garantisce che la classe di reazione al fuoco riportata nella marcatura CE non sia una semplice dichiarazione commerciale, ma il risultato di un processo di valutazione definito dalla legislazione europea.

Per progettisti e installatori ciò rappresenta un importante elemento di affidabilità, poiché consente di confrontare prodotti di produttori diversi sulla base di criteri comuni, verificabili e riconosciuti in tutta l'Unione Europea.

Il comportamento del materiale nelle prime fasi di un incendio può influenzare la propagazione delle fiamme, la quantità di fumo prodotta e, di conseguenza, le condizioni di sicurezza all'interno dell'edificio.

La classificazione di reazione al fuoco, ottenuta mediante prove normalizzate e dichiarata nell'ambito della marcatura CE, rappresenta quindi uno strumento fondamentale per scegliere prodotti conformi ai requisiti europei e adeguati alle esigenze progettuali.

Conoscere il significato della classificazione, comprenderne il metodo di determinazione e saper interpretare correttamente le informazioni riportate nella Dichiarazione di Prestazione consente a progettisti, installatori e committenti di effettuare scelte più consapevoli, contribuendo alla realizzazione di impianti efficienti, conformi alle normative e orientati alla tutela della sicurezza delle persone.

Classificazione razione al fuoco 1

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